Ernesto FANTOZZI
" BIANCO 3 " IL MESSERMISCHMITT TORNATO DAL FREDDO

Il 20 marzo 1943 il tenente Wolf-Dieter Von Coestel del 4° Staffel parte per una missione che deve portarlo ad est sul fronte russo verso una delle teste di ponte sul Kuban.

Aveva gia' abbattuto cinque aerei ed ora pilota il fiammante "Weisse 3" (Bianco 3) fabbricato dalla Wiener Neustad Flugzeugwerke ed in forza alla "Jagdeschwader". Forse un colpo di contraerea leggera costringe il pilota all'ammaraggio nei pressi di Gelendzyk dove tenta di raggiunge la riva a nuoto non si sa con quale sorte: il 20 marzo del 1943 Wolf-Dieter Von Coestel viene dichiarato disperso.

Soltanto negli anni ottanta i pescatori di Gelendzyk ottengono dalle autorita' l'autorizzazione a rimuovere il relitto che fa impigliare le reti sul fondo. Viene recuperato e utilizzato come cimelio della "Grande Guerra Patriottica" in un parco della cittadina.

Il trascorrere del tempo e l'incuria danneggiano il velivolo piu' degli eventi bellici: nel 1994 un collezionista canadese riesce ad acquistarlo e dopo un viaggio lungo e travagliato giunge a Venegono per essere restaurato dall' AREA, un'associazione che raggruppa appassionati, per la maggior parte ex dipendenti di industrie aereonautiche, che dedicano all'impresa migliaia di ore di lavoro tra la ricerca storica ed il reperimento della documentazione tecnica e dei pezzi di ricambio.

La grande soddisfazione di presentare l'aereo perfettamente restaurato si concretizza nell'ottobre 1999 : l'impresa mette in evidenza la volonta' dell'AREA di non disperdere le capacita' accumulate in decenni di lavoro da un gruppo di tecnici validissimi.
In particolare gli artefici di questo meraviglioso lavoro si chiamano: Mario Algisi, Renzo Bernasconi ,Giulio Fare', Aristide Cappelletti, Battista Imperiali, Gianni Rivetta, Vittorio Suigo, Vittorio Zilioli.

La documentazione fotografica, ricca di un migliaio di immagini, e' stata affidata ad Ernesto Fantozzi che ha saputo interpretare, al di la' della rigorosa cronaca tecnica, gli stati d'animo e l'impegno che hanno caraterizzato questa impresa . E' anche una testimonianza di come anche degli avvenimenti della vita quotidiana possono essere argomenti interessanti per una fotografia di qualita'.

 

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Ernesto Fantozzi inizia a fotografare quasi trentenne nel 1959: aderisce al Circolo fotografico Milanese ma rinuncia presto al rituale dei concorsi e delle mostre di maniera che in quegli anni sono prerogativa delle associazioni fotografiche.
La sua inclinazione per una rappresentazione della societa' in evoluzione lo porta a prediligere la fotografia di reportage e da subito critici come Arcari e Turroni lo recensiscono con grande interesse.
A meta' degli anni sessanta e' tra i soci fondatori del "Gruppo 66", prestigioso gruppo di ricercatori che col lavoro d'equipe documenta fotograficamente la vita della citta' di Milano.
Mostre personali, pubblicazione su riviste e citazioni nei testi fotografici fanno da cornice all'attivita' svolta negli anni ottanta e novanta. Ernesto Fantozzi attualmente dedica il suo interesse a ricerche fotografiche monotematiche ed all'insegnamento tenendo dei workshops di reportage al Circolo Fotografico Milanese.

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